Come l’Erasmus mi ha cambiata

Quando sono partita per il mio Erasmus a Lille, pensavo che sarebbe stata soprattutto un’esperienza universitaria. Immaginavo nuove lezioni, una città da scoprire e qualche viaggio nel tempo libero. In parte è stato così, ma col senno di poi mi rendo conto che l’Erasmus è stato molto più di questo.

Lasciare la mia routine, le persone che conoscevo e tutte quelle piccole certezze che spesso diamo per scontate non è stato immediato. All’inizio non è stato sempre semplice orientarsi in una città sconosciuta e costruire una vita da zero, ma proprio in quel disordine iniziale ho iniziato a crescere davvero.

Con il tempo ho scoperto una nuova autonomia. Vivendo all’estero ho dovuto gestire da sola situazioni che prima affrontavo raramente: organizzare documenti, risolvere problemi quotidiani, prendere decisioni e adattarmi agli imprevisti. Sono state piccole sfide quotidiane che, sommate, mi hanno fatta sentire più indipendente e sicura di me.

Allo stesso modo, l’Erasmus mi ha insegnato ad aprirmi agli altri. Ho incontrato persone provenienti da paesi, culture e percorsi di vita completamente diversi dal mio. All’inizio può sembrare difficile creare nuove amicizie in un contesto così internazionale, ma ho capito che spesso basta davvero poco per rompere il ghiaccio. Alcune di queste persone sono diventate una parte importante della mia esperienza e l’hanno resa indimenticabile.

Anche il modo in cui guardo il mondo è cambiato. Vivere in un altro Paese significa confrontarsi ogni giorno con abitudini e modi di pensare diversi, e pian piano ti rendi conto che ciò che consideravi “normale” non è universale. Questo mi ha resa più curiosa, più aperta e più consapevole.

I viaggi hanno fatto il resto. Ogni città visitata, ogni treno preso all’ultimo minuto e ogni weekend organizzato con gli amici sono diventati occasioni per uscire dalla mia zona di comfort e costruire ricordi che porterò con me a lungo.

Forse, però, il cambiamento più grande riguarda la fiducia in me stessa. Prima di partire avevo dubbi e paure, oggi so di riuscire ad adattarmi a contesti nuovi, affrontare difficoltà e trovare il mio equilibrio anche lontano da casa. Ed è forse questa la cosa più preziosa che l’Erasmus mi ha lasciato.

Se dovessi riassumerlo in una frase, direi che non mi ha cambiata completamente, ma mi ha aiutata a scoprire parti di me che non conoscevo ancora. Ed è proprio questo, forse, il motivo per cui resta un’esperienza così significativa.